Riccioli e cannella

Al di là della sue scarse nozioni in tema di sesso e amore, a scuola nemmeno il suo aspetto le giocava a favore. Perché quelle che andavano forti tra i maschi della scuola d’élite erano le ragazzine bionde, magre e sportive. Da bambina Anna era stata male per diversi mesi e in quel periodo aveva messo su peso; non che fosse grassa, semplicemente aveva un paio di chili in più (che a quattordici anni pesano almeno una tonnellata) e doveva inoltre portare in giro con sé anche quella ingombrante terza di seno.
Lei e lo sport poi avevano smesso di essere amici da quando l’insegnante di educazione fisica era stata sostituita da una ex atleta olimpionica che probabilmente aveva studiato pedagogia sui manuali dell’esercito russo e che esortava gli alunni urlando “Corri, brutto sacco di patate” e annotava i giorni di ciclo delle ragazze per vedere se la stavano fregando. Dopo il primo corri, brutto sacco di patate lei si era seduta per rialzarsi quindici anni dopo, sportivamente parlando. Che a correre le faceva pure male il seno, ma ne sapeva un accidente l’atleta piatta come una tavola da stiro.
Se anche, in principio, Anna guardava con interesse i maschi della scuola, scoprì presto che loro guardavano le altre.
Soltanto una volta, nella cantina che di sabato la chiesa metteva a disposizione degli alunni per tenerli lontani dalle discoteche e dalla perdizione, un compagno di scuola dai riccioli chiari e poco più grande di lei l’ aveva invitata a ballare almeno tre volte e infine l’aveva baciata. Si erano rivisti qualche giorno dopo e avevano trascorso il pomeriggio continuando a baciarsi senza interruzione, sdraiati sul materasso in quella stessa cantina, ma a luci spente. Lei non avrebbe saputo dire quali emozioni stava provando, ma il sapore della chewing-gum alla cannella che lui continuava a masticare non le dispiaceva.
Alcune settimana dopo, le confessò di averla baciata soltanto per far ingelosire la sua ragazza, una bionda magra della classe parallela, che aveva vinto diverse coppe e che, durante quel fine settimana, era a sciare con la famiglia. Lei non se ne stupì. Che avesse voluto baciare proprio lei l’avrebbe stupita di gran lunga di più.

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