8 Ottobre 1942

Cari genitori e fratelli,
cari saluti vi manda il vostro K. Ho ricevuto la vostra lettera a vi ringrazio. State ancora bene e la stessa cosa posso dire di me. Padre ha ancora dolori al ginocchio, se fosse andato subito dal medico, avrebbe risolto da tempo. Speriamo stia presto meglio. Ha ancora tanto lavoro da svolgere, anche se le patate quest’anno non sono venute su bene. Le avete portate a casa con il carretto, immagino che bastino appena per voi. Anna ne ha ordinato alcune di contrabbando e solo per questo motivo ne ha almeno un po’.
Anche T. è stato in licenza a casa, ma è ripartito  nuovamente. Si è arruolato soltanto tre mesi fa e gli hanno già accordato una licenza; è tutta questione di fortuna.
H. ce l’ha fatta, fra un po’ potrà rialzarsi in piedi. Ora però tocca a K. sua moglie, non è stato certamente un fardello leggero quello che le è toccato portare.
Cosa fa A.? Quale mestiere vuole imparare? Presto dovrà decidere ed è importare che scelga qualcosa di sensato.
Qui piove e fa freddo, il periodo più bello dell’anno è passato. Quando, di notte, si sta fuori al freddo e al vento, ci si accorge di quanto è bello essere a casa. Non ci si deve pensare però, non ha senso, bisogna farsene una ragione. E’ impossibile sperare in un arrivederci durante quest’anno, non posso contarci.
Voglio ora concludere.
Vi saluta nuovamente il vostro K.

Saluti anche a H., gli auguro una pronta guarigione Cosa fanno i miei cari? Tanti saluti anche a loro.

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